VENDITA
Via I Maggio 13, 24060 Gorlago (BG)
Lun-Ven : 8:30-12:00, 14:00-19:00 | Sab: 08:30–12:00, 14:30–18:30
ASSISTENZA
Via Virgilio 3 G/H, 24060 Gorlago (BG)
Lun-Ven : 8:00-12:00, 13:30-19:00 | Sab: 08:00–12:00

Consigli

Il Filtro Antiparticolato (FAP/DPF)

Il Filtro Antiparticolato (FAP/DPF)

Cos'è e come funziona il FAP?

Il sistema FAP aggrega il particolato dei gas di scarico in agglomerati di particelle senza un legame chimico miscelando al gasolio una sostanza chimica detta “cerina” (ossido di cerio) che possiede questa caratteristica. Tali agglomerati essendo più grossi del particolato originario, diventano “imprigionabili” dal filtro e non si disperdono in atmosfera. Il processo è controllato in modo automatico dal sistema FAP. Fisicamente la cerina è collocata in uno speciale serbatoio di 5 litri, riempito fin dall’uscita dalla fabbrica. Ogni modello ha una sua autonomia di cerina compresa generalmente fra i 70.000 e gli 80.000 chilometri, oltre la quale si deve riempire nuovamente il serbatoio durante le normali operazioni di manutenzione in officina. Negli ultimi anni il sistema FAP ha beneficiato di investimenti migliorativi nella scelta dell’additivo e del supporto filtrante che hanno consentito un ulteriore guadagno in termini di autonomia.

 

Gli agglomerati catturati dal filtro alveolato tendono ovviamente ad intasarlo ma, grazie alla cerina, hanno un’infiammabilità minore rispetto all’originario particolato (~450 C° secondo Peugeot). Periodicamente il filtro viene quindi “ripulito” bruciando gli agglomerati catturati: questo viene fatto mediante una post-iniezione di gasolio e quindi rendendo più caldi i gas di scarico che a loro volta, nel filtro, scaldano gli agglomerati bruciandoli. Il sistema automatico del FAP decide il momento opportuno per la rigenerazione del filtro (prevalentemente durante i percorsi extraurbani ogni 300-400 chilometri) valutando il salto di pressione che il motore deve vincere a cavallo del filtro che tende ad aumentare con l’intasarsi del dispositivo stesso. Proprio questa fase di “ripulitura” è quella che sta suscitando le maggiori controversie, come spiegato più avanti.

Nel gergo automobilistico, vengono definiti filtri antiparticolato anche soluzioni diverse dal FAP Peugeot-Citroen. Tali soluzioni alternative, definite genericamente dall’acronimo DPF, funzionano in modo analogo al FAP. La differenza sostanziale è data dall’assenza di additivi, pertanto, i DPF non hanno la necessità di rabboccare la cerina, ma d’altra parte, l’assenza di additivi comporta la necessità di eseguire la fase di rigenerazione a temperature più alte rispetto ai FAP.
[FONTE: Wikipedia]

Come rigenerare autonomamente il FAP?

Il processo di ricarica del filtro antiparticolato può essere innescato portando l’auto ad alti regimi (tipicamente 3000 giri/minuto in 2°/ 3° marcia) costante per un periodo di tempo di almeno 15/20 minuti o 15/20 km.
Questo alza la temperatura dei gas di scarico e permette la combustione dei residui presenti nel filtro. A pulizia terminata la relativa spia dovrebbe scomparire.
Se questa procedura non dovesse funzionare, sarà comunque necessario portare l’auto presso un’officina che provvederà ad eseguire la rigenerazione tramite tester o additivi.

Auto nuove e usate, assistenza e noleggio

Vieni a fare un giro nel nostro parco macchine, sarai sempre il benvenuto

Chiamaci per informazioni
035 4251289